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Anestesia dal dentista

Anestesia dal dentista: metodi, tipologie e durata

A seconda della patologia da trattare, e delle esigenze di ogni singolo paziente, esistono diverse tipologie di anestesia durante un intervento dal dentista. Quanto dura, però, esattamente l’anestesia? Quali sono i possibili effetti collaterali? Come capire qual è l’anestesia che fa al caso nostro? Cerchiamo di capirlo insieme in questo articolo. 

Anestesia dal dentista: perché richiederla 

Innanzitutto, è molto importante sottolineare che dal dentista l’anestesia non è sempre necessaria: ci sono, però, casi in cui la paura del dolore da parte del paziente è tale da intervenire con un’anestesia locale molto blanda, così da ridurre il più possibile il dolore durante l’intervento. 

Durante un intervento dal dentista, solitamente il medico ricorre all’anestesia locale, scegliendo di addormentare solo la zona interessata attraverso l’iniezione di un farmaco che inibisca la reazione dei nervi durante la stimolazione degli stessi. 

La durata dell’anestesia dipende anche dalla tipologia di farmaci che si utilizzano per addormentare la parte interessata: esistono, infatti, anestetici locali a breve durata, a media durata e a lunga durata. A seconda della complessità dell’intervento, sarà necessario optare per una di queste scelte. 

Anestesia dentista: in gel, spray o refrigerazione? 

Esistono anestesie locali che il dentista può favorire in sostituzione dell’iniezione, magari utilizzando gel o spray o talvolta attraverso refrigerazione. Nel caso dell’iniezione, la durata può essere prolungata, mentre nel caso di refrigerazione l’anestetizzazione durerà meno del solito. 

Per capire, quindi, quanto dura l’anestesia dal dentista, dobbiamo chiederci che tipo di intervento andremo a fare. Solitamente, tuttavia, le tempistiche oscillano tra le 4 e le 6 ore. 

denti che si muovono

Parodontite: come rinforzare i denti che si muovono

Il nostro apparato masticatorio è composto da una struttura che contribuisce, tutta insieme, alla masticazione. L’intero apparato è controllato da un meccanismo neuromuscolare bilanciato.  All’interno dell’apparato ci sono lingua, mandibola, muscoli facciali, mandibolari e mandibolari accessori, articolazioni, denti. 

I denti sono saldamente posizionati all’interno della gengiva grazie all’osso alveolare, ai legamenti e al cemento radicolare. In condizioni normali, la dentatura è piuttosto stabile. Possiamo, però, talvolta avere la sensazione dei denti che si muovono all’interno della nostra bocca: in quel caso, potremmo trovarci di fronte a una patologia più o meno grave che va però approfondita. 

Se i denti si muovono, può essere parodontite 

Quando abbiamo la sensazione che i denti si muovano all’interno della nostra bocca, quando avvertiamo la sensazione di un dente che dondola sulla gengiva, quando proviamo a muoverlo con la lingua, possiamo trovarci di fronte a una parodontite. 

La parodontite è l’infiammazione dei tessuti parodontali, che porta a un progressivo distaccamento delle gengive dai denti e alla formazione di sacche parodontali. All’interno di queste sacche possono depositarsi batteri e residui di cibo che a lungo andare provocheranno infiammazioni gravi alla gengiva e un allungamento dei denti che, scoperti, diventeranno sempre più fragili e sensibili. 

Quando abbiamo la sensazione, all’interno della nostra bocca, dei denti che si muovono è probabile che sia parodontite e questa patologia non va assolutamente sottovalutata. Uno dei rischi più probabili, infatti, è la piorrea, cioè la caduta dei denti, che può avvenire quando la gengiva si distacca completamente dai denti. 

Parodontite: come rinforzare i denti 

Curare una parodontite è assolutamente possibile, soprattutto se si trova a uno stadio abbastanza iniziale. 

Esistono diversi metodi per rinforzare i denti in caso di patologie più o meno gravi: tra queste c’è la levigatura delle radici, detta anche curettage. Una pulizia profonda dei denti che tende a rimuovere i depositi di placca e tartaro all’interno delle tasche gengivali. 

Nel caso in cui non è più possibile rinforzare i denti, perché la parodontite è a uno stadio avanzato, si può valutare l’inserimento di una protesi odontoiatrica. 

Prima di ogni intervento, però, è necessaria una visita dentistica preliminare per valutare tutte le opzioni possibili. 

anestesia tronculare

Anestesia locale: cos’è e come funziona l’anestesia tronculare nel 2021

Nella maggior parte dei casi, la visita dal dentista è motivo di forte stress e preoccupazione. Solitamente la paura di sentire dolore o un forte fastidio è tanta, durante gli interventi, ma per fortuna esiste l’anestesia locale, che ci consente di arginare il dolore momentaneamente. 

Limitare il dolore per il paziente è fondamentale anche per il dentista, che può intervenire sulla patologia da curare in modo molto più semplice e immediato. Ci sono casi, poi, in cui l’anestesia deve essere più approfondita ed efficace. In quel caso parliamo di anestesia tronculare. 

Come funziona l’anestesia tronculare 

L’anestesia tronculare è una tecnica di anestesia locale in odontoiatria molto utilizzata. Consiste nella somministrazione di un farmaco anestetico locale in prossimità di un tronco nervoso. Lo scopo è quello di interrompere la trasmissione dell’impulso lungo il nervo, facendo perdere sensibilità e mobilità al paziente lungo tutto il territorio innervato. 

In odontoiatria, l’anestesia tronculare non si effettua per ogni intervento, ma solo per quelli che richiedono un addormentamento massiccio e profondo della parte interessata. Uno dei casi in cui è richiesta l’anestesia tronculare in odontoiatria, infatti, è durante interventi che riguardano i molari o la mandibola. 

Altre tecniche di anestesia per infiltrazione 

L’anestesia tronculare è una tecnica di anestesia che fa parte del gruppo di anestesie per infiltrazione e prevede, quindi, l’utilizzo di una siringa e l’iniezione del farmaco o sostanza utile a effettuare l’addormentamento della parte interessata. Oltre all’anestesia tronculare, esistono l’anestesia plessica (per addormentare soprattutto la parte superiore) e le anestesie supplementari (le più comuni sono l’anestesia intrapulpare o intraligamentosa), nel caso in cui le prime due non dovessero sortire l’effetto desiderato. 

prima visita dentista ad un bambino

Quando effettuare la prima visita dentista ad un bambino

Solitamente, un bambino sviluppa una dentatura da latte completa intorno ai 3 anni circa. A un’età così giovane è forse ancora presto per portarlo a fare un controllo. 

Quando prenotare la prima visita dentista ad un bambino, quindi? C’è un’età adatta per cominciare un percorso terapeutico adeguato? In genere viene consigliato di prenotare la prima visita dal dentista per i bambini verso i 5 anni: entro questo periodo, infatti, i denti da latte saranno usciti completamente e il bambino avrà già la sua prima dentatura completamente formata.

I denti permanenti, invece, cominciano ad arrivare intorno ai 6 anni: in questo periodo è importante evitare la formazione di carie, che rischiano di compromettere già la salute della bocca del bambino. 

La prima visita dentista ad un bambino per evitare carie e malocclusione

Non sono, ovviamente, solo le carie il problema principale di una dentatura infantile: durante i primi anni di età, infatti, è possibile che il bambino sviluppi una malocclusione o che presenti tracce di tartaro tra denti e gengive. Nel caso di una malocclusione, si può già provvedere all’inserimento graduale di un apparecchi per i denti; nel caso, invece, di formazione di tartaro si potrà procedere a una pulizia approfondita dei denti. 

Instaurare un rapporto di fiducia tra il bambino e il dentista 

Anche e soprattutto in giovane età è importante la prevenzione: prenotare per tempo la prima visita dentista ad un bambino è molto importante, così come lo è farlo con una certa frequenza.

I bambini devono abituarsi subito alla presenza di uno specialista come il dentista nella loro vita: devono imparare a fidarsi di lui e a riconoscerne l’autorità ma anche la familiarità. Solo così potranno viverlo in modo sano e riusciranno a farsi visitare senza fare troppi capricci.

Capire, quindi, quando portare i bambini dal dentista è importante per cominciare fin da subito a stabilire le regole igieniche ideali e farle durare il più a lungo possibile.