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Ablazione del tartaro

Ablazione del tartaro: pulizia profonda per denti sani e belli

La prevenzione dei denti passa soprattutto per la loro pulizia. Pulizia, però, che non può essere solo casalinga: è importante, infatti, effettuare una pulizia dei denti professionale almeno una volta all’anno, così da essere sicuri di eliminare completamente batteri, placche e tartaro dalla nostra bocca e dai nostri denti. Prendersi cura dei denti è molto importante, perché dalla loro salute dipende il benessere di tutto il resto del corpo. 

Pulire i denti per prevenire la parodontite 

Quando il tartaro si forma sotto le gengive è necessaria una pulizia sottogengivale, che sia profonda e accurata, e che prevenga malattie potenzialmente gravi come la parodontite. 

Anche la placca dentale, come il tartaro, deve essere eliminata con una pulizia profonda, che deve avvenire con intervento di un igienista dentale, che agisca sull’apparato masticatorio eliminando fin dove possibile la presenza di placche e tartaro dalla superficie dei denti – e all’interno della gengiva. 

Ablazione sottogengivale: pulire a fondo i denti dal tartaro   

La pratica che consente l’eliminazione del tartaro è detta ablazione sottogengivale, fondamentale per prevenire la retrazione delle gengive e la piorrea. 

L’ablazione del tartaro sotto le gengive fa parte della seduta di igiene dentale e consiste nell’eliminazione meccanica di placca e tartaro dalla superficie dentale. Tale rimozione avviene grazie a strumenti come lo scaler, a forma uncinata, il curette, a forma di falce. Esistono poi ablatori a ultrasuoni, che frantumano il tartaro in modo preciso e pressoché indolore.

sbiancamento dei denti

Come funziona lo sbiancamento dei denti con il laser

Lo sbiancamento dei denti è una pratica che si è diffusa particolarmente negli ultimi anni. Trattandosi di una procedura delicata, è importante effettuarla da un dentista professionista. 

Esistono diverse metodologie di pulizia e sbiancamento dei denti, i cui costi e le cui modalità possono variare anche a seconda del numero di sedute da effettuare. Una delle pulizie dei denti più diffuse è sicuramente il trattamento laser. 

Un trattamento laser efficace per sbiancare il sorriso 

Lo sbiancamento dei denti avviene solitamente con una tipologia di laser chiamata Diodo, che consente un intervento sulla dentatura del paziente in modo efficace ma allo stesso tempo poco invasivo. 

I trattamenti laser consentono l’eliminazione del tartaro e la successiva rimozione di macchie sullo smalto dei denti senza troppi sforzi e avvalendosi di una pratica rapida, leggera, praticamente indolore. 

Grazie all’intervento del laser, è possibile distruggere il tartaro che si deposita all’interno delle gengive, senza l’ausilio di apparecchiature dolorose e complesse per il paziente. 

Lo sbiancamento dentale con trattamento laser risulta, quindi, essere poco doloroso sia durante l’intervento che nei giorni successivi. Per questo motivo, è una delle metodologie più diffuse in assoluto, perché efficace, rapido e indolore. 

Tutti i vantaggi dello sbiancamento dei denti con il laser

Essendo un trattamento all’avanguardia, la pulizia dei denti con il laser Diodo risulta essere tra i più efficaci in assoluto, riducendo sensibilmente il fastidio durante l’intervento e la sensibilità dentale dopo aver effettuato il trattamento, anche nei giorni a seguire. 

Ortodonzia invisibile

Ortodonzia invisibile: prendersi cura dei denti in modo discreto

Portare l’apparecchio non è mai stato così “invisibile”. Le tecnologie di nuova generazione hanno fatto passi da gigante, accantonando una volta per tutte gli apparecchi ortodontici visibili e antiestetici a cui ci siamo sempre abituati. 

È giunto il tempo dell’ortodonzia invisibile, una tecnica di ortodonzia estetica che prevede l’impiego di mascherine trasparenti al posto delle fastidiosissime stellette di metallo. 

Lo scopo è sempre lo stesso, raddrizzare i denti. Il grande vantaggio, però, dell’apparecchio invisibile, sta nel fatto che si tratta di un dispositivo mobile, che può essere rimosso quando si mangia e, soprattutto, non è visibile a occhio nudo e ci si abitua alla sua presenza nella nostra bocca in pochissimo tempo, senza particolari dolori o fastidi. 

Raddrizzare i denti con l’ortodonzia invisibile 

L’apparecchio ortodontico invisibile ha moltissimi vantaggi: 

  • è invisibile, nonché removibile, quindi ci solleva da quella sensazione di oppressione tipica degli apparecchi tradizionali; 
  • è su misura, perché la mascherina trasparente si adatta perfettamente alla nostra dentatura; 
  • è discreto, perché anche se lo indossiamo sarà davvero difficile accorgersene, sia per noi che per chi ci guarda. 

Per il resto, l’apparecchio ortodontico invisibile è identico a un apparecchio tradizionale: il suo scopo primario è quello di raddrizzare i denti e lo fa in modo discreto, invisibile e su misura, appunto. 

Costi e modalità di un apparecchio trasparente per i denti 

Un apparecchio trasparente per i denti ha costi variabili a seconda della patologia su cui occorre intervenire. Quel che è certo è che tempistiche e costi sono sensibilmente inferiori a quelli che riguardano l’apparecchio tradizionale in metallo. 

Esistono in commercio diverse tipologie di apparecchio trasparente per i denti, ma è possibile pianificare l’intervento e il mantenimento con qualche visita odontoiatrica specialistica. In questo modo il dentista vi guiderà alla scelta e vi rassicurerà su tutte le modalità successive. 

fobia del dentista

Come vincere la fobia del dentista

Abbiamo avuto tutti paura di andare dal dentista, soprattutto da piccoli. Ogni volta che i nostri genitori ci ricordavano che la visita odontoiatrica si avvicinava, trovavamo una scusa qualsiasi per rimandarla. Col tempo, questa fobia del dentista può affievolirsi, perché subentra la maturità e la responsabilità e piano piano impariamo a ridimensionare perfino il dolore che proviamo. Che succede però quando la paura del dentista si trasforma in fobia e si cementifica anche in età adulta? Diventa odontofobia ed è un disturbo vero e proprio che ha bisogno di essere controllato e, soprattutto, superato. Ecco come fare. 

Odondofobia: come vincere la paura del dentista 

Secondo uno studio recente pubblicato dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), l’odontofobia è un disturbo che colpisce il 20% della popolazione mondiale. Una cifra importante, da non sottovalutare, che riguarda una paura assai condivisibile ma che allo stesso tempo affonda le sue radici in qualcosa di ben più complesso. 

Chi soffre di odontofobia ha probabilmente avuto esperienze particolarmente negative sul tema, traumi di tipo psicologico che ha inevitabilmente associato alla figura del dentista. Ci sono casi in cui la fobia del dentista è ereditaria, perché uno dei nostri genitori ha un brutto rapporto con la gestione del dolore. Ci sono, poi, casi in cui la paura del dentista è correlata al sangue e agli studi medici o agli ospedali – e in questo caso la fobia è ben più radicata e forse più difficile da scardinare. 

Come vincere, quindi, la paura del dentista? Innanzitutto affrontandola e prendendone coscienza, come accade per tutte le paure. È molto importante, poi, affidarsi a un dentista che sia di fiducia, che ci faccia sentire a nostro agio, che ci accompagni nella lotta a questa paura incondizionata. Avere figure di riferimento affidabili è molto importante e senza dubbio la figura del dentista è una figura professionale molto delicata. Trovare un professionista serio e affidabile, però, non è impossibile, ci vuole solo un po’ di pazienza. 

Cosa fare se hai paura del dentista? 

Se la paura diventa ingestibile e invalidante, può essere utile chiedere aiuto a un parente, un amico o addirittura uno psicologo, che ci aiuti a scardinare questa paura. La paura del dentista è spesso irrazionale o legata a traumi spesso scollegati con l’esperienza medica vera e propria. Affrontare la paura è senza dubbio utile, ma cercare di andare a fondo e comprenderne le radici può essere fondamentale per superare definitivamente questa fobia. 

Malattie delle gengive

Malattie delle gengive: sintomi e cura

Uno dei disturbi più comuni della cavità orale riguarda le nostre gengive. Le malattie gengivali, infatti, sono tra le cause più diffuse del comune mal di denti: si parte con una gengivite, fino ad arrivare a patologie più gravi correlate alla parodontite e alla cosiddetta parodontite avanzata. 

La malattie delle gengive sono spesso indolori, soprattutto se allo stadio iniziale. Ci sono, però, dei segnali che è possibile tenere d’occhio per evitare di raggiungere uno stadio inesorabile in cui è a rischio la salute di tutto l’apparato oro-faringeo. Vediamole insieme. 

Infezione gengivale: tutti i segnali evidenti 

Tra i segnali evidenti di un’infezione gengivale abbiamo: 

  • gengive che sanguinano, soprattutto quando ci si lava i denti; 
  • gengive gonfie o arrossate; 
  • gengive ritirate; 
  • alitosi; 
  • dentatura mobile; 
  • problemi di occlusione; 
  • possibile presenza di pus vicino ai denti o intorno alle gengive; 
  • dolori o fastidio durante la masticazione; 
  • ipersensibilità ai denti a contatto con cibi caldi o freddi. 

Spesso, le malattie legate alle gengive si presentano per una serie di concause dovute in parte alla genetica (salivazione acida, reflusso, dentatura fragile), ma soprattutto a una scorretta pulizia dei denti. Non è sufficiente, infatti, lavarsi bene i denti dopo i pasti o usare il filo interdentale: a volte è necessario chiedere aiuto al proprio dentista e prenotare presso di lui alcune sedute di pulizia approfondita. 

Riposizionamento e ricostruzione gengivale: gli interventi di routine 

In caso di gengive ritirate, è possibile effettuare un intervento chirurgico che ne preveda la ricostruzione. Esistono due tipologie di intervento, in questo caso: il riposizionamento gengivale e la ricostruzione gengivale vera e propria. Ogni intervento, ovviamente, si basa su ragioni specifiche e sarà compito dello specialista valutare, caso per caso, l’operazione ideale. In linea di massima, però, il riposizionamento è possibile se la gengiva è spessa e alta e deve coprire solo una porzione del dente. La ricostruzione delle gengive, invece, avviene se la gengiva ha bisogno di spessore: in quel caso si procede con un innesto, che può essere prelevato dal palato del paziente.