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Velscope

velscope

Screening di un eventuale tumore orale: la tecnologia VELscope®

Di tutti i tumori maligni che colpiscono gli italiani, il tumore orale rappresenta circa il 6% del totale. Complessivamente, il 44% dei pazienti è ancora vivo a 5 anni dalla diagnosi. Una diagnosi tardiva, però, riduce questo valore al 25%, mentre l’intervento sulla malattia ai primi stadi porta l’indice di sopravvivenza all’85%. 

L‘Associazione Nazionale Dentisti Italiani (ANDI) promuove, ormai da alcuni anni, un programma studiato per sensibilizzare la popolazione ed impegnare sempre più l’odontoiatra nella prevenzione dei tumori il cui nome è Oral Cancer Day, patrocinato dal Ministero della Salute.  

La tecnologia VELscope® 

Il VELscope® è uno strumento che analizza la mucosa orale in modo semplice, alla ricerca di anomalie, sfruttando la fluorescenza naturale dei tessuti. Si tratta di irraggiare lingua, gengive, labbra e il cavo orale, per mezzo di un apparecchio che emette una luce blu e contemporaneamente scatta delle foto, grazie alla macchina fotografica digitale incorporata al suo interno. Nelle fotografie ottenute i tessuti sani appaiono di una colorazione verde mela, mentre quelli danneggiati e potenzialmente malati assumono una colorazione più scura (per via della perdita più o meno accentuata della fluorescenza). 

Con Velscope il prezzo da pagare è veramente poco: 5 minuti del proprio tempo, per un esame che non è invasivo e non richiede l’assunzione di farmaci, ma rappresenta una procedura che fornisce al medico un supporto nella visualizzazione di quelle irregolarità che non sono evidenti o sono invisibili all’occhio umanoma che possono essere indice di una patologia ai primi stadi.  

Velscope: come funziona? 

Come abbiamo detto, lesame Velscope funziona stimolando la naturale fluorescenza dei tessuti. Facendo colpire questi ultimi da una luce ad alta intensità, opportunamente filtrata, si stimolano le cellule ad assorbire energia luminosa che verrà rilasciata con la fluorescenza. Poiché la fluorescenza non è visibile dall’occhio umano, perchè coperta dalla luce riflessa, si filtra la luce bianca, in modo da renderla visibile. La variazione della fluorescenza in un tessuto è indice che quello stesso tessuto è andato incontro a modifiche strutturali o biochimiche che sono sospette.  

Quali sono i dettagli dell’esame? 

La completezza diagnostica non può prescindere da un primo esame manuale, accompagnato da anamnesi dentale e storica del paziente, a cui si farà seguire l’esame Velscope. 

Durante la  procedura il dispositivo viene mantenuto ad una distanza di circa 5 centimetri dal cavo orale, il cui interno viene inquadrato dall’obiettivo dello strumento e fotografato. 

Le zone sospette vengono sottoposte ad un ulteriore esame, una decina di giorni dopo il primo. Se trascorso tale periodo non vi sono evidenze di un processo di guarigione in atto, nemmeno a seguito di una terapia, si procede con l’esecuzione di una biopsia che rappresenta il punto di riferimento per l’individuazione certa delle neoplasie a carico del cavo orale.